Klay Thompson versa il cuore sul campo dopo la morte del nonno

18.03.2014 13:05
La guardia tiratrice dei Golden State Warriors Klay Thompson nato a Los Angeles nel 1990 e figlio d'arte dell'ex cestista Mychal Thompson è uno dei giocatori che si impegnano più duramente durante le partite. Grazie a questa etica del lavoro Thompson è in grado di far registrare grandi numeri sia in difesa che in attacco, nonostante sia trascurato e messo all'oscuro dal talento cristallino di Steph Curry. Le recenti statistiche mostrano come KT a questo punto della stagione abbia percorso 164 miglia, posizionandosi quarto in tutta la lega. La lunga cavalcata del numero 11 di Golden State è maggiormente sottolineata dal fatto che prima di venerdì aveva disputato 214 partite consecutive. Purtroppo però ha dovuto interrompere la sua striscia e azzerare il contachilometri a causa della morte del nonno, che lo ha costretto a saltare il match di venerdì. Nonostante il record da portare avanti, troppo forte era il dolore per scendere in campo. Ma una cosa era certa, ossia che quando sarebbe tornato due giorni dopo, avrebbe riversato tutto il suo cuore sul campo per dedicare la vittoria al nonno scomparso. Domenica notte i Warriors sono andati sotto di 18 punti contro i Blazers alla fine del primo tempo, ma la partita era tutt'altro che finita. Curry e Thompson si stavano appena riscaldando. I due infatti solo nel secondo tempo hanno combinato 51 punti, chiudendo con un totale di 64. Ma chi dei due è stato veramente decisivo è Thompson, perchè si è preso la responsabilità di mettere a referto gli ultimi punti della partita nei minuti finali e prendere un paio di falli fondamentali, superando i Trail Blazers di un solo punto. Così facendo Thompson ha di fatto regalato la vittoria alla sua franchigia, ma soprattutto a chi l'aveva promesso prima della partita e che certamente lo starà ringraziando da lassù.

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