Lebron si è arreso ai crampi... proprio come fece Michael Jordan

Emanuele
07.06.2014 12:01
Per tutti quelli che stanno partecipando alla #Lebroning su twitter (clicca qui) e per tutti gli antagonisti di Lebron James che si stanno prendendo gioco di lui sui social per aver abbandonato gara-1 delle Finals contro San Antonio per crampi, voglio offrire un curioso caso: protagonista Michael Jordan. Sì, anche il giocatore più forte della storia del basket ha avuto un caso di disidratazione. Era il mese di marzo del 1995 quando His Airness faceva il suo "trionfale" ritorno ai Chicago Bulls, dopo essersi ritirato due anni prima per passare al baseball. Nella sua prima gara contro gli Indiana Pacers Jordan segnò 19 punti, ma tirando 7/28 dal campo e perdendo il match all'overtime 103-96 in quel di Indianapolis. La maggior parte dei tiri mancati da MJ erano da attribuire al fatto che nella stagione precedente e in metà di quella del 95 aveva giocato nella lega minore di baseball con i Birmingham Barons e, chiaramente, alla mancanza di familiarità con i suoi nuovi compagni di squadra. Ma le debolezze fisiche di Jordan erano sotto gli occhi di tutti, come Phil Taylor di Sports Illustrated scrisse all'epoca:
"Prima della fine del quarto periodo, Jordan si piegò su se stesso e diede una strattonata ai pantaloncini. Simbolo universale di fatica. Nell'overtime il 32enne Michael ebbe dei crampi alle gambe. Alla domanda se fosse deluso dall'aver mancato un dunk, Jordan rispose: 'Avevo così tanto dolore per i crampi che non ce la facevo più."
Vedete? Anche il più grande giocatore di tutti i tempi è stato fermato dai crampi e per il dolore non ha potuto continuare a combattere insieme ai suoi compagni. Si potrebbe controbattere che quando MJ indossò la "nuova" numero 45 dei Bulls, quella era una partita di regular season e non era ancora in "forma basketball", al contrario di Lebron che si è invece arreso ai crampi nella gara d'esordio delle Finals. Ma non è proprio così. Perchè anche Jordan ha lottato con i crampi almeno una volta nelle sue 6 apparizioni alle Finals NBA. In gara-4 del 1997 contro gli Utah Jazz, (solo tre notti prima del famoso "Flu Game"), Jordan ed i suoi compagni di squadra si arresero ai dei debilitanti crampi allo stomaco causati da un errore dello staff dei Bulls. Ecco l'episodio raccontato nel suo nuovo libro: Michael Jordan - The Life (clicca qui).
"Poco dopo si sarebbe appreso che un assistente dei Bulls aveva erroneamente sostituito il Gatorade dei giocatori con il GatorLode, una bevanda pesante a base di carboidrati. 'Fu come mangiare patate al forno', spiegò l'allenatore Chip Schaeffer. Durante la partita i giocatori di Chicago si lamentarono per i crampi allo stomaco e Jordan chiese di sedersi per una volta in panchina. Un qualcosa che non aveva mai fatto prima, in uno dei momenti chiave della stagione".
Jordan finì con 22 punti e 11/27 dal campo, senza nessun punto dalla lunetta, e perse quel match 78 a 73. Come Lebron, Jordan risentì di crampi in circostanze molto particolari, anche se in parti differenti del corpo: nel caso di MJ per aver ingerito i fluidi sbagliati, nel caso di LJ per un guasto all'aria condizionata dell'arena di San Antonio che lo ha completamente disidratato. I crampi sono in grado di mettere ko chiunque, anche coloro la cui volontà di vincere è indiscussa. Ora che il problema elettrico, alla base del guasto dell'aria condizionata presso l'AT&T Center, è stato risolto, James molto probabilmente vorrà riscattarsi e disputerà una grande performance in gara-2. Si, perchè anche Jordan dopo il suo "Cramp Game" diede vita ad una prestazione da 38 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 3 palle rubate, ma non in condizioni normali, perchè lui è sempre Michael Jordan. Ma combattendo con un intossicazione alimentare, il già citato episodio di "Flu Game" che a fine gara, a vittoria conquistata, lo spinse tra le braccia di Pippen. Stremato! Quell'episodio, o meglio quell'impresa, non sembrò umana e non lo è tutt'ora. Un atleta che riusciva a spingere il proprio corpo, e che corpo, oltre i propri limiti in quel modo. La spiegazione più logica è da riversare nell'amore che Jordan aveva per il gioco. Ma torniamo al presente e immaginiamo cosa potrebbe fare James sano (sempre che ci arrivi così) e motivato. Dopo tutto, in 33 minuti della sua prima uscita in queste Finals, Lebron stava accumulando 25 punti con 9/17 dal campo, inclusa una penetrazione al ferro ai danni di Boris Diaw... prima di cedere a quei maledetti crampi.

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